Chi non teme, un giorno o l’altro, di doversi confrontare con la morte? Se la risposta potesse essere “nessuno” allora oggi non citeremmo la filosofia di Epicuro. Quest’ultimo sosteneva che avere paura della morte fosse una completa perdita di tempo, edificata su una logica insensata, legata ad uno stadio mentale dell’essere umano superabile.

Dalla vita bisogna eliminare la sofferenza e accrescere la gioia che ci portiamo dentro e, secondo il filosofi, il modo più facile per vivere, consiste nell’adottare uno stile di vita semplice, cordiale nei confronti del prossimo e circondandosi di buoni amici. Epicuro proponeva una vera e propria terapia ai suoi studenti, insegnava loro ad alleviare le sofferenze interiori, dimostrando che il dolore fisico è molto più sopportabile nel ricordo di un piacere provato in passato. Tutti i piaceri della vita, devono essere fruiti nel momento in cui accadono, ma anche in un secondo momento e, nel ricordo di questi, possiamo beneficiarne per lungo tempo.

Oggi sembrerebbe che la filosofia di Epicuro non sia strettamente conforme all’espressione “epicureo” che comunemente si usa. Un epicureo oggi è colui che gusta la vita in maniera estetica ma, in verità, il filosofo aveva dei gusti semplici e moderati, indici di tutto il suo credo.

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Una paura infondata

Un’altra strada per capire Epicuro, è il metodo per cui si poteva alleviare la paura della morte: bisognava mostrare la differenza tra la nostra percezione del futuro e quella del passato.

Generalmente chiunque è spaventato da quello che avverrà e da cosa succederà, ma se invece pensassimo al tempo prima della nostra nascita? A tutto quel tempo in cui di noi non c’era nemmeno l’ombra? Non pensiamo soltanto alla nostra esistenza dentro il grembo materno, proiettiamoci ancor prima del nostro concepimento. Non ci siamo dunque mai preoccupati che, per numerosi millenni, noi non esistessimo. Dunque perché dovremmo preoccuparci così tanto per la nostra assenza dopo la morte?

Per Epicuro, questo focalizzarsi dopo la morte e non prima è un grande errore.

Il superamento di un’idea

Forse la preoccupazione che Epicuro condanna, è legata al fatto che molti, prima di morire, pensano ad un aldilà maligno in cui verranno puniti. Epicuro però pensa che le questioni dopo la morte non riguardino l’uomo ma, che questo, debba preoccuparsi della sua esistenza più che della sua assenza.

Vivendo in una società politeista, Epicuro non ha sperimentato un confronto con una fede cristiana che ha alimentato il mito di una morte di cui avere paura. Cattolica San Lorenzo, organizza onoranze funebri a Roma, seguendo gli stili della cultura contemporanea e non venendo meno a tutti quello a cui Epicuro non credeva. Vivere la morte è un fatto personale ma, scegliere la giusta filosofia, potrebbe condurre ad una vita vissuta in maniera più sana e meno avvelenata.

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