Abruzzo da scoprire: il Cammino dei Briganti

I confini tra la la Marsica ed il Cicolano (tra Abruzzo e Lazio), 150 fa segnavano la linea di demarcazione tra lo Stato Pontificio ed il Regno delle Due Sicilie. Sono terre di montagne e boschi che racchiudono storie di briganti, non malviventi, ma uomini liberi che lottavano contro l’invasione Sabauda, i nuovi padroni arrivati dal Nord che avevano imposto al popolo di entrare nell’esercito, oltre ad aver aumentato le tasse.

Ricatti, rapimenti e violenza hanno segnato questo luogo di confine, oggi ripercorribile a piedi in sette giorni e che si sviluppa lunga un percorso di 100 km.

È un percorso inedito, che permette ai viaggiatori di conoscere una zona dell’Abruzzo e del Lazio poco conosciuta, ma ricca di storia e di meraviglie naturali.

Il Cammino dei Briganti: informazioni utili

Per ripercorrere le orme dei briganti, si parte da Sante Marie, un piccolo paesino vicino a Tagliacozzo. Si prosegue verso Valdevarri e Nasce (paese in cui secondo la tradizione, passò anche San Fancesco durante uno dei suoi viaggi), per poi rientrare in Abruzzo nel borgo di Cartone alle pendici del monte Velino, una delle più importanti sedi dell’omonima banda di ribelli. Infine si attraverserà l’affascinante borgo della Marsica, Santa Maria in Valle, per poi concludere il percorso ritornando al punto di inizio, ossia Sante Marie.

Il Cammino dei Briganti è percorribile in 7 giorni, ovviamente si può decidere di interromperlo in qualsiasi momento.

È consigliato prenotare prima della partenza sia il pernottamento che il pranzo/cena, per non rischiare di non trovare disponibilità, a meno che non si abbia intenzione di affrontare il cammino in tenda.

Se volete cimentarvi in questa avventura, recentemente è stata aggiornata la guida “Il Cammino dei Briganti” di Fabiana Mapelli, Luca Gianotti e Alberto Liberati, nella quale sono presenti tutte le informazioni utili (tappe, mappa, la storia ecc…).

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